Cinque Torri, Dolomiti
Discografia

Albus: registrare un pianoforte come si fotografa la notte

Un Bechstein D282, i microfoni scelti come obiettivi, una catena analogica fino all'ultimo suono

Nell'aprile 2023 un pianoforte a coda da concerto lungo quasi tre metri è arrivato direttamente da Berlino. Un Bechstein D282. Per Edoardo era il sogno di una vita, inseguito per oltre vent'anni. Gli ha dato un nome: Albus.

Da quel giorno ogni sua registrazione nasce lì. La prima sono stati gli Études-Tableaux di Rachmaninov, incisi per i 150 anni dalla nascita del compositore. Poi The Night Suite.

Edoardo Brotto al suo Bechstein

Edoardo è pianista e ingegnere, e dal suo terzo album è anche il tecnico del suono di tutte le sue produzioni. Segue di persona la preparazione e l'accordatura dello strumento, il trattamento acustico, il bilanciamento. Soprattutto, sceglie dove mettere i microfoni.

È qui che il pianista e il fotografo si incontrano. Posizionare un microfono somiglia molto a scegliere un'inquadratura: qualche centimetro più vicino e il suono si fa intimo, quasi tattile; qualche passo indietro e lo spazio respira intorno alle note. I microfoni sono Sennheiser e Schoeps, i preamplificatori Millennia e Rupert Neve. Il resto, le distanze, gli angoli, le scelte di ogni sessione, rimane un segreto di bottega.

Poi il suono passa al produttore Marco Lincetto, che cura missaggio e mastering in una catena rigorosamente analogica. Nessuna scorciatoia digitale tra il martelletto e l'orecchio di chi ascolta.

Il risultato è una registrazione che lo stesso Lincetto considera un riferimento tra le migliori produzioni di pianoforte solo di sempre.

Lago Pradidali, Pale di San Martino

Come ascoltarla

Per sentire davvero Albus servono i file ad alta risoluzione oppure le edizioni Master Clone Black di Velut Luna, e una buona cuffia o un impianto hi-fi tarato con cura. Lì, tra una nota e l'altra, si sente respirare lo strumento.